S offiano ancora sulla nostra terra echi trovadorici nelle ballate di origine corsa, sonorita' catalane negli antichi moduli a chitarra dei mutti e le arie dei celti nei passi dello scottish.
ma , come tutti i sardi, amiamo il suono continuo e sciamanico di benas e launeddas, la profondita' tribale dei nostri tamburi di pelle di capra e le audacie tonali di voci aspre e delicate, di miele e di granito che da tempo incerto abbiamo imparato a memoria, chiuse in un piccolo cerchio o spavaldamente solitarie.
Da qui parte il nostro viaggio musicale, sogno e curiosita', rispetto della tradizione ma anche esigenza e orgoglio 'di la janna abbalta', della porta aperta, da sempre, al benefico flusso dei suoni del mediterraneo.
Sandro Fresi, arrangiamenti-ghironda-organetto diatonico-organetto portativo- fisarmonica.
Paola Giua, canto-percussioni.
Tore Mannu, percussioni.
Mari Loi, chitarre-bouzuky.
Giuseppe Orrù, launeddas-benas-flauti nativi
